L'accordatura standard della chitarra è EADGBE: le sei corde a vuoto suonano, dalla più grave alla più acuta, E2 A2 D3 G3 B3 E4. È il punto di partenza di quasi tutto ciò che suoni e la base da cui derivano le accordature alternative.
In pillole: in accordatura standard la chitarra suona EADGBE, dalla 6ª corda (E = Mi, la più grave) alla 1ª (E = Mi, la più acuta), passando per A, D, G e B.
Le sei note dello standard
Ogni corda a vuoto ha una nota e un'altezza precisa. Si numerano dalla 6ª (la più spessa e grave) alla 1ª (la più sottile e acuta):
- 6ª corda — E2 (82,4 Hz): la corda più grave, il Mi basso che fa da fondamenta agli accordi.
- 5ª corda — A2 (110 Hz): il La, base di moltissimi accordi in posizione aperta.
- 4ª corda — D3 (146,8 Hz): il Re, cuore della parte centrale del manico.
- 3ª corda — G3 (196 Hz): il Sol, l'ultima delle corde generalmente avvolte.
- 2ª corda — B3 (246,9 Hz): il Si, la prima delle corde acute lisce.
- 1ª corda — E4 (329,6 Hz): il Mi acuto, due ottave sopra la 6ª corda.
Nota come la 6ª e la 1ª corda portino entrambe la nota E (Mi): suonano lo stesso nome a due ottave di distanza. Per questo l'accordatura si "apre" e si "chiude" con la stessa lettera.
Perché EADGBE: gli intervalli
La chitarra è accordata in prevalenza per quarte giuste, con una sola eccezione. Salendo dalla 6ª corda l'intervallo tra una corda e la successiva è:
- da E (6ª) ad A (5ª): quarta giusta
- da A (5ª) a D (4ª): quarta giusta
- da D (4ª) a G (3ª): quarta giusta
- da G (3ª) a B (2ª): terza maggiore — l'unica eccezione
- da B (2ª) a E (1ª): quarta giusta
L'eccezione della terza maggiore tra 3ª e 2ª corda è un compromesso storico: accordare anche quella coppia per quarte renderebbe alcuni accordi più regolari, ma molte forme di accordo aperto e di scala diventerebbero scomode da diteggiare. Lo schema EADGBE bilancia la comodità della mano sinistra con la suonabilità degli accordi più usati. È anche il motivo per cui le forme di accordo "si spostano" sul manico in modo prevedibile per cinque corde e poi richiedono un piccolo aggiustamento sulla 2ª.
Notazione anglosassone e italiana
Le sigle E, A, D, G, B sono la notazione anglosassone, lo standard internazionale per parlare di accordature. In Italia si usano spesso i nomi delle note. Ecco la corrispondenza completa:
| Anglosassone | Italiano |
|---|---|
| C | Do |
| D | Re |
| E | Mi |
| F | Fa |
| G | Sol |
| A | La |
| B | Si |
Quindi EADGBE corrisponde a Mi La Re Sol Si Mi: sono due modi di scrivere la stessa identica accordatura. Una sola avvertenza: la lettera B è il nostro Si, non il Do. Da qui in avanti useremo la notazione anglosassone, più compatta e diffusa negli accordatori e negli spartiti.
Tabella delle frequenze
Ogni nota corrisponde a una frequenza in hertz (Hz), il valore che un accordatore confronta con la corda che stai suonando:
| Corda | Nota | Frequenza |
|---|---|---|
| 6ª (più grave) | E2 | 82,4 Hz |
| 5ª | A2 | 110 Hz |
| 4ª | D3 | 146,8 Hz |
| 3ª | G3 | 196 Hz |
| 2ª | B3 | 246,9 Hz |
| 1ª (più acuta) | E4 | 329,6 Hz |
Questi valori si riferiscono al diapason standard con il La a 440 Hz. Se il tuo accordatore è impostato su un diapason diverso, le frequenze si spostano di conseguenza, ma i nomi delle note restano gli stessi.
Come accordare in standard
Accordare in standard significa portare ogni corda a vuoto alla nota della tabella, partendo di solito dalla 6ª e salendo verso la 1ª. Non serve un metodo complicato: il modo più affidabile è usare un accordatore, mentre con un po' di pratica puoi controllare l'intonazione anche a orecchio.
Per il procedimento passo passo trovi tutto in come accordare la chitarra con un accordatore; se invece vuoi allenare l'orecchio, parti da come accordare a orecchio.
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Dallo standard alle accordature alternative
Quasi tutte le accordature alternative nascono modificando una o più corde dello standard EADGBE. L'esempio più semplice e diffuso è la Drop D, che abbassa di un tono la sola 6ª corda, da E2 a D2, lasciando intatte le altre cinque: il risultato è DADGBE.
Capire bene lo standard è quindi il prerequisito per muoverti tra le varianti: una volta che sai quale nota porta ogni corda e quale intervallo le separa, leggere una nuova accordatura diventa solo questione di vedere cosa cambia rispetto a EADGBE. È la mappa di riferimento da cui parte tutto il resto.