Molti dei suoni più riconoscibili nella storia della chitarra non nascono solo dalle dita o dall'amplificatore, ma da come lo strumento era accordato. Diversi grandi chitarristi hanno costruito la propria identità timbrica abbandonando la standard EADGBE per accordature aperte o del tutto personali, che regalano risonanze e diteggiature impossibili da ottenere altrimenti.
In pillole: molti chitarristi famosi hanno creato il loro suono con accordature non standard. Qui trovi una panoramica per filoni — blues e slide, fingerstyle, rock e metal — con i rimandi agli approfondimenti.
Perché i grandi cambiano accordatura
Cambiare accordatura non è un vezzo: apre possibilità che la standard non offre. Le motivazioni più comuni sono:
- Corde a vuoto che formano un accordo, come nelle accordature aperte, perfette per lo slide e per i bordoni.
- Diteggiature più semplici, con accordi pieni ottenuti con uno o due dita.
- Nuove risonanze, perché corde diverse vibrano per simpatia e arricchiscono il timbro.
- Un suono personale e riconoscibile, difficile da imitare per chi resta sulla standard.
Se non conosci ancora il panorama generale, parti da quali sono le accordature alternative.
Blues e slide: le accordature aperte
Il filone storicamente più legato alle accordature alternative è il blues, soprattutto quello suonato con lo slide. Molti chitarristi blues accordano lo strumento su un accordo aperto — tipicamente di Sol o di Re — così che far scorrere il bottleneck su una singola posizione produca subito un accordo completo. Non servono nomi celebri per coglierne il fascino: è un linguaggio condiviso da generazioni di musicisti. Trovi i dettagli pratici nell'approfondimento sulle accordature per blues e slide.
Folk e fingerstyle: DADGAD e accordature personali
Nel fingerstyle e nella musica folk le accordature non standard sono quasi la regola. La più celebre è il DADGAD (D A D G A D), un'accordatura sospesa e modale amata per le sue sonorità evocative. Jimmy Page dei Led Zeppelin la rese famosa nel rock, ad esempio in Kashmir, mentre il chitarrista francese Pierre Bensusan ha costruito quasi tutta la sua carriera suonando interamente in DADGAD.
Un capitolo a parte merita Joni Mitchell, che nel corso degli anni ha utilizzato moltissime accordature aperte e personali, modellandole su misura per ogni brano e per la propria voce. Per altri esempi pratici vedi le accordature per il fingerstyle.
Rock e metal: dall'Open G ai drop bassi
Nel rock l'esempio più citato è Keith Richards dei Rolling Stones, legato all'Open G a cinque corde: toglie la sesta corda e accorda le restanti su un accordo di Sol, ottenendo i riff aperti e percussivi che sono il suo marchio di fabbrica. Il metal ha invece imboccato la strada opposta, scendendo di tono per riff più pesanti: accordature come il Drop C e il Drop B sono ormai di casa nel genere. Trovi i dettagli nell'articolo dedicato alle accordature per il metal.
Come avvicinarti a queste accordature
Non serve essere un virtuoso per esplorare il mondo d'autore. Il consiglio è partire da un'accordatura che cambia poche corde, come il Drop D, per poi passare a una sospesa come il DADGAD. Procedi sempre con un accordatore davanti, perché variare la tensione delle corde sposta facilmente l'intonazione: con un accordatore cromatico come EasyGuitarTuner, che funziona direttamente nel browser, suoni ogni corda a vuoto e la porti alla nota target indicata. Una volta presa confidenza, prova a ricostruire il suono dei tuoi chitarristi preferiti: spesso il segreto non è nelle dita, ma nelle corde a vuoto.